Come vestirsi per una festa anni 30

Come vestirsi per una festa anni 30.

Questa domanda mi ha perseguitato per giorni. Non mi faceva dormire la notte e mi faceva venire l’ansia di giorno. Si ok, sto un pochino esagerando. Però, amici testimoni, sono stata parecchio agitata per cosa mettere in valigia per il Parma Swing Festival.
Come vestirsi per una festa anni 30
Di solito non mi piace mascherarmi né a Carnevale, né ad Halloween, né mai. Si lo so, vestirsi anni 30 non vuol dire mascherarsi. Ma per me, che ho uno stile completamente diverso, un po’ il significato è quello.
Mi sono imbarcata in questa avventura senza pensarci due volte e, sai che ti dico? Alla fine è stato davvero divertente mascherarsi e sono risultata, sempre parola di amici, più figa del solito. Quasi quasi ci faccio un pensierino ed inizio a vestirmi sempre così.
Come vestirsi per una festa anni 30
Il Parma Swing Festival è stato una full immersion nella Swing Era con insegnanti super bravi e professionali, band e dj di un certo livello e partecipanti scatenati.
I balli che venivano studiati durante il giorno e ballati la sera erano il Lindy Hop (nato ad Harlem/New York e famoso dalla fine degli anni 20 fino alla fine degli anni 40), acrobatico e con elementi ripresi dal Charleston e dal Tip Tap, il Balboa (proveniente da un ballo Swing e popolare negli anni 30 e 40) connette i corpi dei due ballerini in una lieve comunicazione e lo Shag (nato negli anni 30, all’epoca del Jazz, a New York) simile ad un Charleston.

Come vestirsi per una festa anni 30

[Photo credits: Michela Simoncini]


Ma quali sono i vestiti e gli accessori giusti per una serata anni 30?
Trucco e parrucco come vanno fatti?
Come vestirsi per una festa anni 30
Facciamo un salto nel passato quando gli outfit di dive hollywoodiane come Greta Garbo, Marlene Dietrich e Ginger Rogers erano un punto di riferimento per la moda dell’epoca.
Gli anni 30 vengono conquistati dalle forme femminili. Vengono, perciò, abbandonati i corpini per dare più libertà al corpo.
Quindi …
SI agli abiti morbidi ma stretti in vita.
SI alle gonne lunghe (sotto il ginocchio per il giorno e fino alla caviglia per la sera).
SI al pantalone utilizzato come un capo elegante.
SI al nylon per le calze. Materiale nuovo e molto diffuso a causa della crisi di quegli anni.
Per una ragazza il giusto outfit per il giorno è formato da: gonne sotto al ginocchio che da strette scendono larghe con pieghe e frange, cinture per valorizzare il punto vita, camicie con polsini aperti, maglioncini, cappotti lunghi, tailleur pantalone con giacche strette in vita e spalle quadrate, cuffie o cappellini a campana da indossare obliqui .
L’outfit per una serata è invece: abito in seta lungo e fasciante con scollature mozzafiato sulla schiena, tacchi alti e pellicce utilizzate anche in versione stola (in particolare la volpe argentata).
Per il trucco: rossetto rosso per mettere in mostra la labbra, fondotinta dai toni chiari, ombretti pastello, mascara nero e phard rosa sulle guance.
Per l’acconciatura: riga laterale, capelli raccolti che formano delle onde o boccoli dolci che non partono dalla radice.
Accessori: perle e guanti lunghi, stole colorate, pagliette, foulard di seta, piume, borsette a busta, occhiali da sole e bigiotteria.

Ora ti senti pronta anche tu a partecipare ad un evento in autentico stile anni 30 e ballare un po’ di Swing?

Io alla fine grazie a vestiti prestati e consigli ricevuti dai fantastici componenti del Social Media Team non me la sono cavata proprio male come pensavo e, anzi, sai che ti dico? Lo rifarei!
Eravamo super belli, vero?
Come vestirsi per una festa anni 30
Ora ti lascio cadere nel tuo guardaroba per trovare quello che più si avvicina ad un outfit anni 30

5 Comments

  1. Grande Sara! Eri davvero bellissima vestita così – Lo sei ancora anche in versione 2014, eh! :D

    • @83saretta

      Senza i tuoi cari e “dolci” consigli non ce l’avrei mai fatta! :P

  2. Deve esser divertente…

    • @83saretta

      Si! E’ stato davvero molto divertente!

  3. Pingback: #Parmaswingfestival è volti e colori | Michela Simoncini - @comunicami

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